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il mio blog. Giordano Masini
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Ci sono più cose in Cielo e in Terra, Orazio, di quante ne sogni la tua Filosofia.

There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy

William Shakespeare, Hamlet. Act I, scene V.

Non ho la pretesa dell'obiettività e sono troppo pigro per verificare l'attendibilità di ciò che scrivo. Non leggo la mazzetta dei giornali ogni mattina. Probabilmente non sono neanche troppo informato.

D'altronde il mio osservatorio sulla realtà è un'azienda agricola dell'alto Viterbese.

Aggiungo, per chiarezza e semplicità, che detesto il pensiero unico, la banalità e l'invadenza dello Stato nella vita delle persone. Credo nella democrazia e nelle libertà individuali, e penso che la sostenibilità dello sviluppo si fondi su libere scelte basate sulla consapevolezza, piuttosto che su modelli preconfezionati imposti dall'alto.

Dato che ho la possibilità di dividere questo blog in sezioni, ho deciso di conservare nel diario le annotazioni personali. Nella sezione RedNecks provo a inserire i post di argomento "agricolo" e "territoriale", che si riferiscono appunto alla mia atavica condizione di redneck. La sezione An Inconvenient Truth cerca di rappresentare una critica, allegra ma più sommessa possibile data la miseranda condizione del mio pulpito, alle bestialità dei "pensieri unici" contemporanei. Infine, sotto il titolo originale de "Il buio oltre la siepe" (To Kill a Mockingbird) provo a cimentarmi con i temi che non ho mai considerato alla mia portata: politica, economia, relazioni internazionali, diritti...

Naturalmente, solo Per Sentito Dire. 

            

    

 

        Giordano Masini


 

 
 


 

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Diario
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10 gennaio 2010

Hugo Chavez, la star della climafiction di Copenhagen

Avevamo già raccontato dello straordinario successo della performance di Hugo Chavez alla rassegna del cinema di Venezia, dove, insieme al regista statunitense Oliver Stone, aveva tenuto un ciclo di lezioni sui mali del capitalismo e le sue alternative.



Hugo Chavez ci ha preso gusto, e ha riproposto il gustoso siparietto, questa volta alla rassegna della fiction di Copenhagen, che gli organizzatori avevano scherzosamente chiamato "vertice sul clima". Questo è il resoconto di Carl Beisner:
Chavez, che ovviamente ha parlato 25 minuti invece dei 5 consentiti (immagino che dia per scontato che il tempo possa essere redistribuito come il denaro), ha detto all’assemblea che il processo a Copenhagen “non è democratico, non è inclusivo, ma non è che la realtà del nostro mondo; il mondo è infatti una dittatura imperiale… abbasso le dittature imperiali”. L’assemblea ha applaudito  vigorosamente.
Poi è andato avanti dicendo che c’era “un silenzioso e terribile spettro che si aggira nella sala”, il capitalismo. L’assemblea ha applaudito ancora più forte.
Ma quando ha concluso affermando “la nostra rivoluzione cerca di aiutare tutta la gente… Il socialismo, l’altro spettro che probabilmente vaga per questa sala, è la risposta per salvare il pianeta, il capitalismo è la strada per l’inferno… Combattiamo il capitalismo e facciamo che ci obbedisca”, la folla dei delegati – senza dubbio tutti funzionari pubblici sobri, obiettivi, imparziali – gli hanno tributato una standing ovation.



Sembra che la prossima tappa della tournée di Chavez sarà Zelig. Sul palcoscenico della rassegna cabarettistica si esibirà in coppia con il collega iraniano Mahmud Ahmadinejad: nel loro numero, intitolato "tutta colpa del capitalismo... e forse pure del global warming" i due spiegheranno perché due nazioni che galleggiano sul petrolio devono razionare l'energia elettrica (il Venezuela) e importare carburanti raffinati dall'estero (l'Iran).




Giordano Masini


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