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Ci sono più cose in Cielo e in Terra, Orazio, di quante ne sogni la tua Filosofia.

There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy

William Shakespeare, Hamlet. Act I, scene V.

Non ho la pretesa dell'obiettività e sono troppo pigro per verificare l'attendibilità di ciò che scrivo. Non leggo la mazzetta dei giornali ogni mattina. Probabilmente non sono neanche troppo informato.

D'altronde il mio osservatorio sulla realtà è un'azienda agricola dell'alto Viterbese.

Aggiungo, per chiarezza e semplicità, che detesto il pensiero unico, la banalità e l'invadenza dello Stato nella vita delle persone. Credo nella democrazia e nelle libertà individuali, e penso che la sostenibilità dello sviluppo si fondi su libere scelte basate sulla consapevolezza, piuttosto che su modelli preconfezionati imposti dall'alto.

Dato che ho la possibilità di dividere questo blog in sezioni, ho deciso di conservare nel diario le annotazioni personali. Nella sezione RedNecks provo a inserire i post di argomento "agricolo" e "territoriale", che si riferiscono appunto alla mia atavica condizione di redneck. La sezione An Inconvenient Truth cerca di rappresentare una critica, allegra ma più sommessa possibile data la miseranda condizione del mio pulpito, alle bestialità dei "pensieri unici" contemporanei. Infine, sotto il titolo originale de "Il buio oltre la siepe" (To Kill a Mockingbird) provo a cimentarmi con i temi che non ho mai considerato alla mia portata: politica, economia, relazioni internazionali, diritti...

Naturalmente, solo Per Sentito Dire. 

            

    

 

        Giordano Masini


 

 
 


 

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Diario
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29 dicembre 2009

Un paio di cosette che (ri)vorrei per il nuovo anno

Come ogni fine anno, è tempo di desiderata. Se penso a ciò che vorrei per l’anno nuovo, mi è difficile prescindere dai solenni desideri già espressi lo scorso anno, e quello prima, e quello prima ancora.
Ma quando ero bambino mi dicevano che non avrei dovuto chiedere doni troppo grandi, esprimere desideri troppo impegnativi. Con certezza non sarebbero stati esauditi. E allora provo, quest’anno, a ridimensionare le mie pretese. Mi auguro che il 2010 ci riporti due piccoli e banali oggetti che nel 2008 c’erano e che il 2009 ci ha portato via: il termometro al mercurio e la lampadina a incandescenza.
Due oggetti figli di un progresso tecnologico volto a soddisfare i bisogni delle persone, e che un Europa così attenta a indirizzare (e limitare) la libertà degli individui ha ritenuto di dover sopprimere.

Ormai non è più possibile misurarsi la febbre. Oddio, l’umanità è andata avanti per millenni senza misurarsela, e un po’ di indeterminatezza non farà certo male. Ma ormai a casa ho ben tre termometri elettronici, e nessuno riesce a indicare un risultato verosimile. In genere non ho più di trentacinque e quattro. Ho chiesto al farmacista informazioni su un tipo nuovo di termometro che misura la temperatura nell’orecchio: mi ha guardato con aria desolata e mi ha detto che tutti quelli che aveva venduto gli sono ritornati indietro perché completamente inattendibili.
Però in compenso l’ambiente farà a meno di quelle due goccioline di mercurio che una o due volte all’anno si disperdevano sul pavimento quando un termometro andava in frantumi, ritornando al mondo minerale dal quale provenivano.
E allo stesso modo gli orsi bianchi saranno senz’altro grati all’Unione Europea per aver bandito le lampadine a incandescenza (per ora solo quelle superiori a 100 Watt, le altre seguiranno) colpevoli di consumare troppa energia e quindi di surriscaldare irrimediabilmente il pianeta. E quindi avanti con lampade fredde che cominciano a far luce dopo dieci minuti e orrendi tortiglioni al neon abbarbicati su lampadari di cristallo o in ferro battuto.

Ebbene, il mio desiderio per il 2010 è che ci si ripensi. Sarebbe il segno di un Europa che comincia a guardare sé stessa e la propria funzione con occhi diversi. Che inizia a considerare superfluo insegnarci come vivere, di cosa nutrirci, cosa acquistare e di cosa diffidare. Un Europa che smette di dividere gli oggetti della vita e le attività umane in “buono/no buono” a suon di bollini, denominazioni d’origine, certificazioni e divieti. Che rinuncia, nell'impossibilità di sottrarre potere ai governi nazionali, a sottrarre libertà di scelta ai suoi cittadini.
E’ passato poco tempo da quando i termometri al mercurio e le lampadine a incandescenza sono stati banditi dalla nostra vita. Se ci si ripensasse sarei indulgente, non griderei allo scandalo per una decisione presa e rimangiata nel giro di un anno. Anzi, dedicherei volentieri un brindisi a un Europa che, se proprio non riesce a servire a nulla, riesce almeno a correggere i suoi errori.

Giordano Masini





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permalink | inviato da Giordano Masini il 29/12/2009 alle 17:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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